6 aprile 2021

Sabotaggio

 Sabotaggio, Arturo Pérez-Revert, Rizzoli, 2020

Sabotaggio, di Perez Reverte uscito nel 2020 è il terzo della serie, legato al personaggio Lorenzo Falcò, avventuriero per conto dei franchisti, sicario su commissione e incallito donnaiolo. Non sono riuscito a farmi un’idea precisa circa lo scrittore, delle sue idee politiche, dato che Falcò presenta aspetti controversi, come tutta la sua storia; il bianco non è mai bianco, il nero non è mai nero. I buoni e i cattivi si alternano nei loro ruoli a seconda del lettore, immagino.

Forse la bravura di Reverte consiste proprio in questa sua capacità di imbrogliare il mazzo come dice lui. La trama tutto sommato segue canoni tradizionali, e per qualcuno Falcò è diventata una caricatura.

Ma di fronte a certe frasi ti rendi conto di quanta strada manchi ancora, quanta consapevolezza, per raggiugere certi traguardi. Anche per questo sono scritti i libri come Sabotaggio. C’è il piacere dell’intrigo, il fascino dell’ambiente riprodotto con grande maestria. C’è l’attrazione verso i personaggi e quel senso di appagamento mai completo della lettura.

23 gennaio 2021

L'appunto smarrito

 Pollice e penna

A distanza di tempo penso spesso a quella mattina d’estate.

A dire il vero ci penso ogni volta che scrivo, costretto a impugnare la penna in modo insolito. Con tanto esercizio la mia grafia ora è perfettamente leggibile. Chissà, forse è giunto il momento di comprare una moderna macchina per scrivere e mettere da parte la Parker in ebanite da trentacinque lire, ma troppi ricordi mi legano a lei. Sembra che siano rimasti incapsulati nel serbatoio dell’inchiostro, che non aspettino altra occasione per uscire dal pennino e trasformarsi in parole, lucide e ordinate, in voci e sorrisi, sguardi, sogni e delusioni.

Pensando a mente fredda a quegli eventi, direi che siano stati attraversati per intero da una netta sensazione di ineluttabilità: vedo una mano invisibile, forte e decisa che tira i fili del destino. Ogni personaggio della vicenda, me compreso, ha recitato la parte che gli è stata attribuita da un copione scritto da altri; ognuno immerso nel proprio ruolo, senza alcuna deviazione. Sarebbe bastato un piccolo fattore di disturbo, un battito di ciglia fuori posto e la vicenda avrebbe preso pieghe imponderabili. Bastava dire no a zia Tina, tanto per cominciare. Potevo prendere a cazzotti Scorza per quella sua dannata busta; se l'avessi fatto, il titolare dell’Angleterre mi avrebbe licenziato, ed ecco che sarei uscito di scena. Sono pentito per non avergli rotto il grugno; quel fesso di romano ora mi sarebbe stato grato per l’eternità.

Prima visione